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martedì 15 settembre 2020

Spetteguless nel sistema solare - lo humoracconto


 Se cercate sul web il termine "humoracconto", troverete storie firmate da me. Ho coniato questa parola negli anni 2000, quando ho iniziato a scrivere sul mio blog personale. 

Uno humoracconto è un "racconto breve ripieno di sano humor"

Nel corso del tempo ne ho pubblicati vari, tra i blog e Facebook. Li scrivo all'impronta, per ridere e fare satira. Mi diverto e intanto mi tengo in allenamento con la scrittura di narrativa.

Ieri si è diffusa la notizia della grande scoperta relativa a Venere e oggi ho origliato il chiacchiericcio cosmico su di lei.

Ecco a voi... 

Biomarker Phosphine Discovered in the Atmosphere of Venus
Image Credit: ISAS, JAXA, Akatsuki; Processing: Meli thev


Alle spalle di Venere

humoracconto di Valeria Barbera


Drinn.
- Pronto?
- Ehi, Marte, hai saputo di Venere?
- Ciao, Luna. No, cos'ha combinato?
- È di nuovo sui giornali. Dopo decenni di anonimato!
- Quella megera... Alla fine è riuscita a tornare al centro dell'attenzione.
- Sapevi che progettava qualcosa?
- No, ma avrei dovuto capirlo. Non faceva altro che ripetere: "Secondo me i terrestri spediscono troppe sonde da te. Per cercare cosa, poi? Delle inutili pietruzze. Ma in fondo è normale. Gli umani sono come i tori: non appena vedono rosso partono in quarta. E tu sei bravo a sventolargli il mantello in faccia. Mi chiedo quando lo capiranno che è tutta fuffa..." Insomma, mi accusava di essermi spennellato di vernice rossa per spiccare nel cielo!
- Se è per questo, rosicava pure con me. Mi diceva: "Ah, e così i terrestri vorrebbero tornare a trovarti, impiantare delle basi da te… Quanto interesse per un misero sassolino tenuto al guinzaglio dalla gravità. Chissà chi è stato a mettergli in testa quell’idea del piffero". Capisci? Insinuava che li avessi plagiati! Io che ho vinto stramiliardi di volte il premio lealtà fra i corpi celesti: al contrario di lei.
- E tu che le hai risposto?
- Le ho spiegato che io offro agli umani giacimenti di minerali utili per i loro scopi... e soprattutto non distruggo le loro sonde due secondi dopo l'atterraggio, con tutto quello che costano. Da me i terrestri potranno trascorrere le vacanze nei villaggi turistici e ammirare le stelle in santa pace. Vivere con leggerezza. Da lei non c'è niente, solo la morte, una coperta di nubi e veleno. S’è offesa, ma tant’è. Qualcuno doveva dirglielo.
- Hai fatto bene. Glielo ripeto da miliardi di anni che deve togliersi il velo e migliorare il carattere. Come pensa di piacere se è così acida e soffocante?
- Macché, quella ci marcia sui difetti. Sta facendo credere agli umani di ospitare la vita.
- Davvero?
- Sì, gli ha fatto trovare flotte di batteri negli strati alti dell'atmosfera, sospesi fra lo zolfo e l'acido solforico. Sulla Terra non fanno che parlare di lei. Fantasticano di mandare le sonde a controllare.
- Giove mio...
- Lo sai anche tu cosa accadrà? I terrestri sono scimmiette, si fissano su una cosa e strillano solo di quello. Per mesi e anni! Se quella continua a stare sui giornali, prenderanno i fondi per la colonizzazione lunare e marziana e li devieranno su progetti destinati a lei. Per colpa di Venere scivolerò di nuovo nell'oblio! Non rivedrò mai più i miei cari umani.
- E io? Niente più sonde, addio alle future colonie. Continuerò a essere un pallone color tramonto che ruota come un fesso intorno al Sole. Sulla Terra non sapranno mai dei miei laghetti, delle piantine e tutto ciò che serve per ospitare gli umani. Che occasione persa.
- Sei stato poco lungimirante. Dovevi piazzarli in superficie, sotto gli occhi dei loro satelliti, non chilometri sotto terra.
- Volevo essere sicuro che fossero abbastanza evoluti da decifrare gli indizi. Lo faccio con tutte le specie sapiens.
- Lasciamelo dire: giocare a nascondino con gli organici è una cazzata cosmica.
- Senti chi parla: il genio che ha fatto fuggire i terrestri. Regola numero 1: al primo contatto con esploratori di altre specie, NON devi manifestarti. Aspetta, sondali e vedi se capiscono che non sei un banale satellite ma una forma di vita senziente. Tu no, dovevi accogliere gli umani con le lucine nel cielo. E così li hai spaventati.
- Non capisci. Ero così felice! Non vedevo l'ora di possederli e procreare con loro.
- Sob. Per certi versi ti capisco. Quando sessant’anni fa hanno cominciato a inviarmi le loro sonde ho capito che progettavano di stabilirsi da me e mi sono detto: "Finalmente potrò variare il menù per le mie belle piantine". Che poi gli umani lo desiderano, in fondo. Tutti quei film dove finiscono mangiati su qualche pianeta alieno non li girano senza motivo.
- No, infatti. Loro vogliono diventare parte di noi. Invece, cadranno tra le grinfie di “Venere, la strega”!
- A saperlo che per incuriosire i terrestri bastava sparare ad alta quota i residui mefitici della digestione degli sventurati giunti da noi secoli fa, lo avrei fatto anch'io, giuro.
- Tu. E io che non ho manco un'oncia di fiato da offrirgli? Mannaggia all'universo che mi ha creato anaerobica.
- Vabbè, senti, qui dobbiamo passare al contrattacco, sennò torniamo nell'oblio. Non so tu ma io ormai voglio bene alle loro sonde e non intendo rinunciarci. Allora, la mia prossima mossa è questa: farò lampeggiare qualche lucina dalle crepe dei miei canyon, quelli sul percorso delle sonde robot. Così le notano, le fotografano, intavolano dibattiti e mandano qualcuno a vedere.
- Ma basta con 'sto nascondino! Ci vuole qualcosa di più smaccato. Dobbiamo picchiare duro, altrimenti quella narcisista di Venere terrà banco per decenni con il giallo dei batteri volanti.
- Uhm, okay, ci rifletterò sopra. Il tuo piano, invece?
- Semplice: renderò visibile il monolito.
- Quello enorme che sta ritto a due passi dalla bandierina a stelle e strisce?
- Lui. Prima, però, leverò l'etichetta "Made in Jupiter". Altrimenti capiscono che l'ho rubato a Giove e si fissano con lui. Con quelle scimmie dei terrestri non si sa mai.


Link alla notizia dei batteri di Venere qui

La foto di Venere in questo articolo è la photo of the day di oggi comparsa nel sito NASA. 


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